Palagonzaga. Prima di entrare la Brambi chiama per il caffè e già questo mi sembra un buon segno. Quando poi, improvvisando un pick’nd roll con la cameriera, l’Angelucci se ne va va in terzo tempo verso la cassa e paga per tutti è chiaro che la giornata promette bene.
Dunque, son lì, prima di prendere posto sugli spalti del Centro sportivo Gonzaga per assistere alla più bella partita dei Belk di quest’anno, più bell’ancòra di quella giocata la settimana prima contro i zelanti zeloti zelaschi, più bell’ancòra della prima vittoria di stagione contro Social Osa, ve la ricordate?
Dicevo, son lì, prima ancora di entrare al Palagonzaga ma dopo aver bevuto il caffè gentilmente offerto dall’Angelucci, son lì che mi vanto del fatto che l’iscrizione al Liceo, Tito se l’è compilata da solo così che, tra dieci, venti, trenta o cinquanta anni potrà dire “l’inverno del ‘26 si, mi ricordo….l’anno in cui abbiamo sistemato il Gonzaga e mi sono iscritto al Manzoni…. e non l’anno in cui la mamma e il papà mi hanno iscritto al Manzoni…” che sembra poco, ma non lo è.
In campo, invece, i giocatori li schiera Coach Bo. E quelli che manda dentro partono alla grande. Ma, sotto canestro i nostri sembrano inciampare sul ricordo delle due recenti sconfitte patite da Gonzaga. La palla non entra e siamo sotto di sei. Ci tiene a galla Zac (11pt) con i primi due punti che scacciano cattivi presagi. Poi, la tripla del Brambi (7pt) ci proietta altrove, – al Palalido, ad Assago, allo Staples di Los Angeles! – e siamo lì, un punto sotto. Ancora avanti i bianchi, ancora una tripla, questa volta di Teo (7pt). Grandi Belk!
«Caspita! – dice compiaciuto papà Sbaiz alla fine del primo quarto – sembra una partita da grandi, da categoria superiore!»
«….è che stanno diventando grandi, intendo fisicamente, occupano un sacco di spazio; prendi le scarpe: hanno dei numeri che non ci stanno più nella scarpiera per non dire dell’odore. Ho dovuto far costruire in veranda una scarpiera solo per le scarpe di Nico e i suoi fratelli…» dice la mamma di Nicocarbone mentre lui con quelle scarpe pesta sul parquet del Gonzaga e con la palla martella il canestro segnando due, quattro, sei… dodici punti nel solo secondo quarto, così che si va negli spogliatoi sopra di quattro. (Nicocarbone, 21pt)
Senza nulla togliere a Nicocarbone, potremmo anche pensare che i quattro punti di vantaggio con cui si chiude il primo tempo siano proprio quelli messi a segno da Marco (6pt) in rapida successione; prima un libero dalla lunetta piccola poi una tripla dalla luna grande.
«Caspita! – commenta soddisfatto papà Sbaiz alla fine del secondo quarto – è una partita da grandi, da categoria superiore
Il primo tempo è emozionante. Quello che tiene avvinti alla partita è la giusta dose di incertezza, la tensione tra la speranza di farcela e la paura che ce la si fa no anche stavolta. In partita, non meno che nella vita, vien da dire.
Ma, il Nicobo, negli spogliatoi, in quell’intervallo in cui la speranza è sopra di quattro punti sulla paura, fa capire che lui, la partita, la vuole chiudere: «ragazzi – deve aver detto – io, di perdere per la terza volta con questi qui che difendono a zona non ci voglio proprio pensare; ragazzi tirate e buttatela dentro!».
Poi però, in campo, pare che, zona o no, sia una parola di troppo a scatenare l’inferno. E in quella bolgia dantesca che è per i padroni di casa il terzo quarto, Belzebù ha sulla schiena il numero ottantasei. Si dice che, dopo poche azioni, all’orecchio di Giogi (17pt) arrivi dalle schiere opposte un incoraggiamento sussurrato in spirito non esattamente aloisiano. La sua risposta è un filotto di tredici punti segnati in terzo tempo, in contropiede, da fuori, da sotto, a occhi chiusi, di spalle…; sommati al canestro del primo quarto e ai due liberi messi a segno nel secondo fanno diciassette punti. Amen.
«Il tuo alla fine dov’è che si iscrive? Vittorio Veneto? Scientifico potenziato ball handling? Ma pensa un po’…. E il tuo? Manzoni indirizzo spacing e pick’nd roll. Ma dai!»
Il terzo quarto finisce con un parziale di 31 a 7 per i Belk. Oltre a Giogi, vanno a segno due volte Uri (4pt), due volte Zac, quattro canestri li mette dentro Nicocarbone e uno Tito (2pt). Gran partita anche quella di Tito, e quella di Edo Sbaiz (2pt) che gioca, direbbe suo padre, una partita da categoria superiore, intendendo, credo, che entrambi hanno una visione dello svolgimento del gioco e riescono a sovrapporre gli schemi che hanno in mente a quello che succede in campo o viceversa, a ricondurre quel che vedono accadere sul parquet agli schemi che il Bo gli fa pian piano assimilare.
«Caspita! – annota ammirato papà Sbaiz alla fine del terzo quarto – è una vera partita da grandi, da categoria superiore!»
Dopo la scorpacciata di punti, ventotto di vantaggio alla terza sirena, il quarto tempo potrebbe scivolare in un meriggiare pallido e assorto o meno poeticamente in un esteso garbage time, invece, la partita rimane accesa; per dire, Uri esce per cinque falli e poco dopo stessa sorte tocca a tale Bellucci che indossa la maglia bianca col numero 6. I nostri amministrano ma tengono i Gonzaga a debita distanza. Segnano Sbaiz (2pt), Diga (4pt) e Marco, Gullo (1pt) e Zac dalla lunetta.
Guadagnando l’uscita a fine partita mi sembra di sentire papà Sbaiz borbottare soddisfatto che è stata una partita….
GONZAGA – BASKETOWN U14 59-82








