Ero così sicuro di uscir contento e vincitore dal Boccioni che, quando nel finale di partita una sequenza ininterrotta di tiri dei Belk non sono andati a canestro, girandomi verso i miei compagni di tavolo, sgomento ho sussurrato “ce la siamo persa….”.
Lo Sbaiz, vedendomi stralunato, lui , serio e compunto più di un banditore d’asta, ha sentenziato: «Questo è il basket, caro mio.»
Il ‘caro mio’ mi sa che lui non l’ha detto, l’ho aggiunto io, o forse lui l’ha detto non in quel momento ma all’inizio della partita appena dopo che il Katchenko brianzolo, che di nome in realtà fa Di Napoli e iersera giocava col 53 sulla maglia rossa, alla prima contesa, senza nessuna speranza per lo Scaccia che lo contrastava partendo da trenta centimetri più sotto, aveva schiaffeggiato la palla un po’ alla cieca cosicché il nostro Flores (2pt) se l’era ritrovata tra le mani, come una fanciulla un bouquet piovuto dal cielo, e, senza porre indugio, l’aveva smistata lungo il corridoio alla sua destra innescando una sequenza di rapidi passaggi il cui esito è stato il primo canestro della partita per mano del Badinotti (9pt). La tal cosa ha permesso a Sbaiz senior di opporre alla mia aporetica affermazione che – visto il divario d’altezza tra il nostro più che volenteroso Scaccia (15pt) e il lungo, ma veramente lungo(!) avversario, la prima palla sarebbe stata perduta prima ancora d’essere giocata, – la sua apodittica sentenza: «Questo è il basket, mio caro» dimostrandosi poi compiaciuto d’averlo detto, perché per quasi tutto il primo tempo abbiamo avuto conferma che in questo sport, nel volgere di uno Sbaiz, le sorti di una azione o dell’intera partita possono cambiare.
Non solo, il basket è sport così articolato e complesso che certi banali e semplicistici pregiudizi, come quello di pensare che la straordinaria altezza di un giocatore sia un indiscutibile vantaggio, sono destinati a essere smentiti sul campo, per esempio il campo del Boccioni ieri sera, dove un ragazzino con la maglia rossa numero 4, che di nome fa Corti, e che fisicamente è il più piccolo della sua compagine, ha segnato 37 punti su 58, mentre il lungo della squadra, quello col 53 sulla canotta, a referto di punti ne ha solo 2.
Fermare il Corti è diventato il cruccio del Marchesi e l’assillo del Bo. Tra i tanti che si sono alternati nella marcatura dell’imprendibile numero 4 rosso il più efficace forse è stato il De Vecchi che, non so a casa sua ma sul campo sì, è uno spirito indomito, una molla pronta a scattare. Non meno reattivi lo Scarsi o il Martino; e, non ricordo, se anche Giulio è stato messo alla frusta. Eppure, il Corti se li è mangiati tutti costringendo il De Vecchi a commettere il quarto fallo già nel primo tempo, evento che per un giocatore è una sorta di purgatorio psicologico senza possibilità di redenzione.
Dritti all’inferno a espiare il quinto fallo sono finiti in quattro, due per parte; per noi il Cabalonga (6pt) e il Flores, diavoli generosi e irruenti. «Questo è il basket» ha commentato ogni volta lo Sbaiz esibendo urbi et orbi la paletta rossa prima di calarla come una scure sul collo dei malcapitati.
Come avrete intuito, la partita è stata avvincente, combattuta e persa, il primo e l’ultimo quarto vinti di misura dai Belk (16-15 e 17-15) e i due centrali persi, ahinoi!, con maggior scarto (10-14 e 11-14).
Ora, direte voi riecheggiando il mantra sbaiziano: «Questo è il basket!». Infatti, è così in tutti gli sport competitivi: uno vince, l’altro perde; spesso vince uno e tutti gli altri perdono.
Ma, c’è motivo per non essere scontenti. I Belk U14 si muovono bene in campo (quando davvero si muovono) e fanno girare la palla. E, quando la palla e la squadra girano come particelle subatomiche attorno al nucleo, alla fine vanno tutti a segno: Simo (2pt) Samu (3pt) Tito (4pt) e Artù (3pt)
Ingenuità, indecisioni ed errori si possono correggere, il futuro sarà in crescita. Buone notizie anche dal versante ‘tiro a canestro’: tre triple a segno, una dello Scaccia, cui va riconosciuto anche un incredibile 8/8 dalla lunetta, e ben due dello Sbaiz Junior (10pt) doppia tripla che Sbaiz senior ha commentato alzando il sopracciglio e mormorando: «Questo è basket!»
Basketown U14 – MB501 54-58








