U14 PROMO: RAP ‘N TRAP

È che Tito, per darsi una carica emotiva prima della partita, dice lui, mi costringe a massacranti sessioni di rap a palla mentre si va al palabasket di turno, in paesini oltrefrontiera che quest’anno sono tutti, chissà perché a nord, che, dice papà Martino, ci hanno infilato nel girone Monza-Brianza invece di quello Milano Metropolitana. E questo per dire che il viaggio d’andata in trasferta può durare un’ora o due; due ore di trap, rap, e qualche incursione nel drill.

Io entro in palestra e sono trappato, e mi taccio perché se parlo mi sembra di parlare in versi
che le parole mi vanno di traverso
e i pensieri sono inversi,
sempre diversi…
e io mi sento perso
con questo cielo terso.

Insomma avete capito, il cervello è in pappa.
Che, secondo me, la musica rap dovrebbe entrare nel nomenclatore degli psicofarmaci tra ansiolitici e benzodiazepine.

Però, poi penso che quando avevo l’età di Tito, con Andrea Menon avevamo remixato ‘I heard it through the grapevine’ dei Creedence Clearwater Revival in una versione che durava novanta minuti, due lati di una cassetta C90, e lo stesso avevamo fatto poi, qualche anno dopo con ‘Crosseyed and painless’ dei Talking Heads e ‘America is waiting’ di Bryan Eno e David Byrne. Questo per dire… vabbè lo avete capito.

Entro al Palasulbiate con le idee un po’ annebbiate (eh).
La partita inizia (ah).
In campo Samu, Piet, Paga, Diga e Nico (oh).

L’indemoniato Nico; Nico Volante, con i suoi fantasmagorici voli radenti a recuperare in modo spettacolare palle date per perse, o a sottrarle inaspettatamente dalle mani degli avversari. Vola alto, invece, a metà dell’ultimo quarto; segna e mette la sua firma sul referto: 2 punti per lui.

Dopo i primi incerti minuti Paga (10pt) e Diga (10pt) prendono in mano la partita: due punti uno e tre l’altro. Poi, entrano Tito ed Edo.
«Ah, ballin’ tiro da tre alla Kobe Briant, homie, Con me hai sbagliato e chi sbaglia paga, yeah, yeah» canta Sbaiz (7pt) mettendo dentro la tripla.

Niente tripla per Tito che i tre punti se li prende dalla lunetta: buono il primo, ferro il secondo, ancora Tito al rimbalzo e due punti da mezza distanza.

«Mayday, schiaccio tipo NBA» avverte Arturo entrando in campo con quell’aria da milanese in vacanza. Secondo quarto, la palla gli brucia tra le mani, il trap lo accende, Artù va a canestro. Undici punti (11pt) per lui, tre falli, un cuore tenero sotto una scorza da duro.

Quinto minuto del terzo quarto, palla a Tito (11pt), primissimo piano del suo labiale sparato sul grande schermo e pubblico in piedi che canta con lui: «Step back, ora è il mio momento / Non sbaglio come LeBron James»

«Pochi dal mio lato, ma ‘sta partita la vinco (Win)» canticchia Matte De Sanctis appoggiando poco dopo a canestro l’ultimo dei suoi 6 punti.

Chiudono la partita un manipolo di sciamannati che sembrano i Looney Toones versione Space Jam. Giulio (6pt), Nico, Filo (4pt), Julian (3pt) e Samu (8pt) corrono, corrono, corrono da una barra all’altra del campo cantando:
«Siamo dei selvaggi, dei gorilla pazzi
fuoriclasse sì, fuori dalla classe
A scuola giocavamo a basket..»

Colpa del serrato programma di apprendimento operante imposto da Tito, alla tripla di Piet (7pt), in chiusura di partita, mi parte la punchline di Nitro: «Sei un ciuffo senza ferro, / sembri un tiro di Steph Curry!»
Alè!

BASKETOWN U14 – BELLUSCO 85-26

Crediti:

«Ah, ballin’ tiro da tre alla Kobe Briant, homie, Con me hai sbagliato e chi sbaglia paga, yeah, yeah» (Capo Plaza, Allenamento #4)

«Siamo dei selvaggi, dei gorilla pazzi
fuoriclasse sì, fuori dalla classe
A scuola giocavamo a basket..»
Capo Plaza-in Allenamento#2 (liberamente adattato)

«Mayday, schiaccio tipo NBA» (Rondodasosa, Ak-47)

«Step back, ora è il mio momento / Non sbaglio come LeBron James»
(Niky Savage, Bimbo Selvaggio)

«Pochi dal mio lato, ma ‘sta partita la vinco (Win)» (Rondodasosa, Harlem Freestyle)

«Sei un ciuffo senza ferro,
sembri un tiro di Steph Curry!» Alè!
(Nitro e Kid Yugi, Fangoria)